Attivamente è un collettivo giovanile, che si occupa di controinformazione indipendente, attraverso i social, e di attivismo sui territori.

La nostra lotta si muove nel segno dell’antimafia intersezionale.
Sono tanti gli ambiti di interesse del sistema di potere politico-affaristico-mafioso, come lo chiamava Pio La Torre, e, di conseguenza, tante e diversificate devono essere le lotte per comprenderlo, colpirlo e abbatterlo. Per noi lotta antimafia significa lotta per la difesa e la tutela dell’ambiente, ma anche per i diritti sociali, spazi di aggregazione; è antifascismo, antirazzismo, è difendere e lottare per la piena attuazione della carta costituzionale.

Gli anni della nostra adolescenza sono stati scanditi dalla voglia di conoscere e approfondire i fatti più oscuri, ancora senza risposta, della nostra storia. Per tenere viva la memoria di quanti ingiustamente hanno perso la vita, per “continuarli a vivere”, perché anche la consapevolezza è resistenza e non ci sarà mai democrazia senza verità.
Sono migliaia i contenuti pubblicati sui nostri social, comodamente consultabili online. Il celebre aforisma di Paolo Borsellino, “Parlate di mafia, parlatene in radio, in televisioni, sui giornali, però parlatene”, ci ha da sempre accompagnati e spinto a scrivere, denunciare, studiare di più.
Foto Pietro Calligaris
In un panorama mediatico segnato dalla rincorsa al sensazionalismo, in cui l’autonomia dell’informazione è sotto attacco, rivendichiamo indipendenza di pensiero e onestà intellettuale, ingredienti essenziali per denunciare le ingiustizie, le malefatte e gli abusi perpetrati dal Potere.

Diverse sono anche le manifestazioni, gli eventi pubblici a cui abbiamo dato vita, in solitaria o insieme ad altre realtà studentesche, sindacali, associative, convinti che unirci e fare rete sia necessario per costruire un’idea di futuro diversa rispetto a quella che ci si prospetta: libera da corruzioni, mafie, disuguaglianze sociali, sfruttamento del lavoro, in cui siano affermati la giustizia climatica e il diritto all’abitare e a restare nella propria terra, per la libertà di esprimere dissenso, per la libertà e l’autodeterminazione di tutti i popoli oppressi.
